Racconti di Iseo Eramo  (j’ar’l’ggiar)

Nel 1931 fu portata la corrente elettrica a Carrito. Prima di allora ogni cosa funzionava con la “luma”, una lanterna ad olio o petrolio dotata di “stoppaccio” che veniva utilizzata per fare luce. Ed insieme ad essa, il camino era sempre acceso per riscaldarsi e cucinare. “Faciaiva tutt i foc’, n’ tenarram’ ne’ la stufa ne’ nent”.

La centrale elettrica che sviluppava corrente si trovava “arret’ a Artauna” e già alimentava il paese di Ortona da qualche anno. Si trattava di una centrale ad acqua fluente, la cui turbina veniva fatta girare dall’acqua del fiume Giovenco. Il titolare era un certo Barbato da Celano. Si ricorda che la manutenzione della centrale (che consisteva nel togliere le foglie secche, pulire la cascata, controllare la turbina….) era compito di un certo Zunitto di Ortona, invalido di guerra. “C’ n’ rastrej pulaiva le foj c’ ‘ntoppaivan la centrale”. Il diametro della turbina era di 60 cm, dalle estremità uscivano due collettori ad anelli, che generavano 160 Volt.

A Carrito quasi tutte le famiglie fecero fare l’impianto elettrico esterno a trecciola (fili intrecciati tra di loro con l’isolatore). Ogni casa aveva un solo interruttore ed una sola lampadina, oppure un impianto a commutatore, potendo così accendere solo una lampadina per volta. L’addetto di Barbato passava a riscuotere quanto dovuto per la corrente di tanto in tanto, si pagava a forfait, una quota fissa uguale per tutti senza contatori. I due fili che trasportavano la corrente da Ortona a Carrito erano nudi, passavano uno a destra e uno asinistra dei pali in legno con isolatori di ceramica.

Si ricorda che faceva molta neve in quegli anni, ma la corrente non veniva a mancare se non raramente quando la troppa neve faceva cadere i fili. La centrale di Ortona fu distrutta dai tedeschi nel 1943 circa, insieme all’altra centrale che si trovava prima della FIlandra di Piscina.

In quegli anni c’erano 3 bettole, cantine, a Carrito una era situazione vicino la stazione, dove attualmente si trova la casa di Cerone, prima della strada che porta alla fornace. Un’altra cantina, anche alimentari, si trovava lungo via della stazione, tra i garage di Iseo e di Enio. Gli stessi locali ospitarono gli uffici postali per diversi anni. L’ultima si trovava presso la fonte di Carrito Alto, tra le case lungo la salita.

28-02-2008