Testi a cura del prof. Giuseppe Grossi

L’attuale parrocchiale di Carrito, dedicata a Santa Maria della Pietà si presenta attualmente nell’aspetto dato dalla ricostruzione del 1925, fatta dopo la parziale distruzione avvenuta col terremoto di Avezzano del 1915. In origine essa era dedicata a San Nicola come è attestato nella Bolla di Clemente III del 1188: “Sancti Nicolai,…, in Carritu.” (Di Pietro, p. 65).

Successivamente compare nelle decime vaticane del 1308 e 1324: “De Ortona cum Carreto,…, 431. Clerici castri Carreti in universo solverunt tar. VII gr. XVII;…, 776. Ecclesia S. Nicolai.” (Sella, pp. 23 e 47). Dai Sussidi Caritativi della Diocesi dei Marsi, databili fra la fine del XIV ed inizi del secolo successivo, sappiamo la consistenza della chiesa in decime offerte in natura al Vescovo della Diocesi dei Marsi: “Ab Ecclesie, et Clericis de Carreto, floremus quator: …, Ab Ecclesia Sancti Nicolai di Carreto, caseos duos, …, cuppas sex;” (Di Pietro, cit.). Dal XII secolo fino agli inizi del rinascimento la chiesa doveva essere formata da una sola navata con misure esterne di metri 8,18 x 13,23 in attinenza alla medievale “proporzione aurea”. A questa misura doveva essere aggiunto il coro con l’abside semicircolare per un totale di profondità esterna di metri 16,20. Il soffitto era probabilmente del tipo a copertura lignea a capriate, mentre il campanile, forse del tipo a torre a pianta quadrata, sorgeva sulla sinistra, sul luogo della navatella laterale cinquecentesca.

Nella seconda metà del cinquecento la chiesa subì delle evidenti trasformazioni: l’eliminazione del coro ed abside e la creazione di un nuovo coro a pianta quadrata; l’edificazione della navatella laterale sinistra composta da due campate con soffitto a crociera, aperta verso la navata centrale da due arcature e dotata di un portaletto esterno utilizzato come probabile “Portale delle Donne”. L’edificazione delle nuova, bassa, navata fu necessaria per la realizzazione della sovrastante ed affiancata casa parrocchiale. La prova evidente di questi interventi cinquecenteschi ci è offerta dal portale rinascimentale della navata centrale in pietra calcarea locale (“pietra gentile”, detta così perchè proveniente dalle cave di Monte Gentile della vicina Bisegna), portale che presenta una iscrizione dedicatoria: IN. LANO. 1567. FECIT. ANTONIO. DE. MAIORE. IACOMO. DE. BERARDINE. E. MATTEO. DE. NICOLA. PROCURATO(ri).

Nel XVIII secolo si hanno nuovi interventi, come si evince da una iscrizione della facciata, 1734: la navata centrale fu innalzata con probabile soffitto a volta in muratura e coronata da un fronte esterno a forma di “cappello di carabiniere”; il coro cinquecentesco fu diviso da un muro con la creazione dell’attuale Sagrestia, ambiente interno da cui il sacerdote poteva agevolmente accedere alla sovrastante casa parrocchiale.

Il Settecento vede il decadere della sede parrocchiale di Carrito, paese ridotto all’epoca a solo sei famiglie, con la trasformazione dell’antica Arcipretura di S. Nicola in “Beneficio semplice” conferito in “Collazione” al napoletano Carmine de Blasio, come sappiamo da una supplica dei locali del 1772 conservata nell’Archivio Diocesano di Avezzano (A.D.M., C.44.994). Un tentativo di appropriazione fu tentato nel 1774 da parte del rev. don Pietro Colantoni di Pescina, prontamente respinto dalla locale Università (Buccella, p. 74).

La ricostruzione post-terremoto del 1925 ha lasciato la chiesa nel suo attuale aspetto con soffitto piatto in cemento e rinforzi grossolani sulle murature. Nell’interno sono ora conservate acquasantiere del cinquecento e settecento, oltre ad un pannello ligneo dipinto relativo ad una pala d’altare del settecento. Per intercessione dell’attuale parroco di Carrito Antonio Pecce, e del defunto Vescovo dei Marsi Biagio Terrinoni, la chiesa mariana di Santa Maria della Pietà di Carrito, ha ottenuto dalla Sacra Penitenzieria Apostolica di Roma (nel 3 settembre 1990) la possibilità di lucrare l’Indulgenza Plenaria nella ricorrenza del 16 Agosto.

Preghiera a Maria Santissima della Pietà

O vergine Santissima della pietà, Madre di Gesù e Madre Nostra, intercedi presso il tuo figlio le grazie per la purificazione dell’anima, per la santificazione del corpo di ogni essere umano, per i tuoi figli che ti sono vicini e lontani, per i benefattori, per il Santo Padre, per i Vescovi, Sacerdoti, suore e missionari che sono sparsi per il mondo.

Ti ringrazio o Mamma, per quanto otterrai per noi Tuoi figli, per alleviare le nostre pene, le nostre sofferenze; a Te genuflessi chiediamo che il Tuo amore materno sia mezzo di misericordia presso Dio Padre onnipotente, sia mezzo di grazia per quanti a Te ricorrono per la salvezza del mondo intero, per la salvezza di questa umanità così travagliata.

Maria SS. della Pietà, perdona i figli che rinnegano la tua passione per la morte del Figlio che adorasTi dal tuo grembo materno; abbi pietà di noi tuoi figli peccatori ed insegnaci che solo dopo la croce viene la risurrezione, solo dalla morte rinasce la vita e che anche dal dolre fiorisce la gioia. Non  ci spaventino le sofferenze, non ci scoraggi l’insuccesso, non ci turbino le ore tenebrose che il nostro spirito attraversa: Nello spirito tutto può diventare grazia, anzi tutto è grazia, se sappiamo dire il nostro sì come Te, generosamente, eroicamente. Pater, Ave, Gloria.

Signore Gesù Cristo, che hai voluto glorificare attraverso la sofferenza ed il dolore la Beatissima Madre della Pietà, concedi a noi che imploriamo in terra il suo patrocinio, di avere forza nello spirito in questa vita e un giorno il gaudio eterno. Tu che vivi e regni nei secoli eterni.

Amen