Radici della devozione verso San Nicola a Carrito

La devozione di S. Nicola, già diffusa per l”Italia meridionale e centrale prima della traslazione delle spoglie a Bari, crebbe ad opera di vari ordini religiosi in tutta l”Italia e anche in Europa e nel Mondo.

Alcuni miracoli, come la dote alle tre fanciulle, l’aver ridato la vita ai bimbi pronti in salamoia per essere consumati come carne, diedero spunto non solo al mondo artistico, ma stimolarono presso il popolo varie tradizioni e sacre rappresentazioni.

Di questi elementi troviamo testimonianza anche in Abruzzo regione particolarmente devota al Santo: la Provincia di Chieti è forse quella in Italia dove tale presenza è più viva, ma la Marsica  non è da meno e testimonia un culto secolare.

Nei pressi di Collarmele (lungo la Valle che conduce a Forca Caruso) nacque il monastero di San Nicola di Ferrato (secondo Luigi Colantoni già nell”VIII secolo). Scriveva il Colantoni nel 1898: fu molto esteso il culto di San Nicola Miriense nella diocesi de” Marsi. Egli, che da luogo dove riposano le sue ossa anzi ove nuotano nella manna, va comunemente appellato San Nicola di Bari, ebbe molte chiese nella Marsica, ed attualmente sono dieci chiese parrocchiali sotto il titolo di S. Nicola nei paesi di Alce,  Carrito, Corcumello, Cappelle, Castellafiume, Colli, Tagliacozzo, Sperone, Villavallelonga, Villaromana.

Nella parte più montuosa fra Pescina e Collarmele vi fu un vasto monastero sotto il titolo di S. Nicola di Ferrato, ed in Pescina esiste ancora l”ospizio dei protetti di San Nicola di Ferrato”. E proprio da questo monastero, costruito nella valle di Forca Caruso, come attualmente viene denominata la zona ebbe origine la devozione a San Nicola e la consacrazione della chiesa costruita a Carrito.