Il nome “presepe” viene del Vangelo di San Luca, in cui si racconta che la Madonna, dopo aver partorito, avvolse il piccolo Gesù nelle fasce e lo mise in un praesepe, cioè in una mangiatoia.

L’invenzione del presepe come lo conosciamo oggi, è attribuita a San Francesco. Secondo la biografia del santo, due settimane prima del Natale del 1223 San Francesco si accordò con Giovanni Velita, signore di Greccio,per celebrare proprio nel paese umbro la nascita di Gesù, volendo ricreare non solo l’atmosfera di Betlemme ma anche i disagi vissuti dal bambinello. Così, con la partecipazione della popolazione, nacque il primo presepe vivente della storia.

LA TRADIZIONE

Il Presepe, secondo la tradizione, deve essere fatto il giorno di San Nicola o di Santa Lucia (di sant’ Ambrogio a Milano), lasciando però la mangiatoia vuota, che accoglierà il bambinello nella Notte di Natale. Il Presepe si completa il 6 di gennaio, con l’arrivo dei tre Re Magi venuti dall’Oriente a portare doni di oro, incenso e mirra a colui che la stella cometa aveva indicato come “Luce del mondo”.

IL PRESEPE NELLA STORIA

Primo esempio di presepe inanimato a noi pervenuto è quello che Arnolfo di Cambio scolpì nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore a Roma.

allora e fino alla meta’ del 1400 gli artisti modellano statue di legno o terracotta che sistemano davanti a un fondale riproducente un paesaggio, ambientazione della scena della Natività: i presepi, però, vengono esposti solo all’interno delle chiese.

Per i primi veri presepi dobbiamo aspettare il XV secolo, quando si diffonde l’usanza di collocare nelle chiese grandi statue permanenti: uno dei più antichi, tuttora esistenti, è il presepe monumentale della Basilica di Santo Stefano a Bologna che viene allestito ogni anno per Natale.

Dal XVII secolo il presepe inizia a diffondersi anche nelle case, quelle dei nobili, sotto forma di “soprammobili” o di vere e proprie cappelle in miniatura, anche grazie all’invito del papa durante il Concilio di Trento ad incoraggiare questa pratica.

Nel XVIII secolo, addirittura, a Napoli si scatena una vera e propria competizione fra famiglie su chi possieda il presepe più bello: in questo periodo il presepe napoletano raggiunge la celebrità che tutt’oggi conserva, conferendo al tradizionale presepe caratteristiche sempre più “umane”, con l’aggiunta di personaggi della quotidianità.

Oggi, dopo l’affievolirsi della tradizione negli anni ’70, causata anche dall’introduzione dell’albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all’impegno di associazioni (gli Amici del Presepe), musei (Brembo di Dalmine di Bergamo), mostre (i 100 presepi nelle Sale del Bramante di Roma), rappresentazioni dal vivo (la rievocazione del primo presepio di S. Francesco a Greccio e i presepi viventi di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto). Sono centinaia le esposizioni e le rappresentazioni di presepi viventi in giro per la penisola.