Ogni anno a Carrito si festeggia il santo patrono, San Nicola. Seguendo il calendario liturgico, nel mese di dicembre viene celebrata una solenne S. Messa nella Chiesa Parrocchiale. I grandi festeggiamenti religiosi e civili avvengono invece ad Agosto, ripartiti in due giorni di devozione ed allegria. 

Programma del 16 e 17 Agosto

16 AGOSTO

ORE 19:30 Santa Messa Santuario Madonna della Pietà – Fiaccolata – Fuochi pirotecnici
ORE 20:30 Chiesa Parrocchiale – Benedizione

A SEGUIRE  Panini, Bevande, Intrattenimento musicale

17 AGOSTO 

ORE 11:30 Santa Messa Chiesa Parrocchiale – Processione – “Sparo”

ORE 16:00 Giochi Popolari & Pesca di Beneficenza

ORE 21:30 Intrattenimento musicale

ORE 22:30 Estrazione Lotteria di San Nicola

ORE 23:30 Ballo delle Pupazze

ORE 24:00 Fuochi pirotecnici

Programma prima domenica di dicembre

ORE 11:00 Santa Messa Santuario Madonna della Pietà 
ORE 12:00 Banda – Benedizione – Fuochi d’artificio 

A SEGUIRE Rinfresco con tipico vin brulè

Carrito è il posto dove la natura si esprime in colori e profumi suggestivi che si amalgamano alla tranquillità e alla serenità tipiche del nostro piccolo paese. La fedeltà nelle tradizioni e l’armonia della vita quotidiana hanno saputo legare inscindibilmente il passato con il presente, dando la possibilità, ai giovani e ai meno giovani, di riscoprire l’importanza delle proprie origini.

Servizi

Stazione ferroviaria: E’ possibile raggiungere il nostro piccolo paese in treno; la stazione ferroviaria di Carrito-Ortona è situata lungo la tratta Roma–Pescara. Il nostro è un piccolo paese provvisto solo di pochi servizi essenziali e con una popolazione a maggioranza anziana, per questo motivo il comune di Ortona Dei Marsi mette a disposizione il servizio sociale Centro Anziani che quotidianamente si occupa del trasporto e del collegamento tra Carrito e i centri abitati limitrofi.

Prodotti

Mele: Uno dei prodotti più rinomati e ricercati della nostra zona è sicuramente la mela. La sua pregiata qualità e l’ampia gamma delle varietà sono il risultato delle attente cure dei nostri produttori e della naturale selezione dovuta al particolare clima. Le antiche tecniche per la coltura, migliorate con l’apporto dei nuovi mezzi di produzione, danno origine alla genuinità di questo frutto. Una delle varietà più ricercate è la dolcissima mela Limocella, importata nelle nostre zone dalle estese pianure della Puglia e divenuta, in breve tempo, il simbolo della vallata, avendo trovato in essa l’ecosistema perfetto per una abbondante e qualitativa produzione. Non sono inoltre da tralasciare le mele Renette, le Annurche,le Granettone e le Cerine coltivate in grandi quantità soprattutto per le loro proprietà organolettiche, per l’ampio utilizzo in ambito gastronomico e per il rilevante contributo in quello preventivo: alcune varietà contengono un basso tasso di zuccheri e per questo sono consigliate ai diabetici ed il loro decotto è utile per la prevenzione dei piccoli malanni di stagione. Tuttavia , in alcune zone , è possibile ritrovare ancora la rara “mela selvatica”: varietà che nasce spontaneamente in natura e presente ancor prima dell’introduzione delle colture innovative e di importazione.

Tartufi:I terreni e le montagne che circondano la nostra vallata non danno solo frutti in superficie ma anche prodotti pregiati in profondità. Il tartufo è una delle specialità della nostra zona e le sue proprietà organolettiche apportano un contributo notevole alla tradizione culinaria. La stagione più appropriata per la ricerca e la raccolta dei tartufi è quella estiva, quando lo Scorzone, varietà a larga diffusione, raggiunge la maturazione. Si tratta di un tartufo meno pregiato rispetto ad altri, ma non per questo minore in proprietà e caratteristiche: il classico aspetto esteriore dovuto al Peridio, rivestimento rugoso e sagomato, quel profumo che con la maturazione diventa intenso e deciso, il classico colore scuro del rivestimento esterno che contrasta la tonalità nocciola della parte interiore. Il tartufo è utilizzato in cucina soprattutto per la preparazione di salse e condimenti per primi piatti e secondi a base di selvaggina.

Strutture

Bar – Ristorante: Nella zona alta del paese, nei pressi del fontanile maggiore da cui sgorga acqua limpida e fresca, il bar-ristoro “Lo Chalet” offre la possibilità di degustare prodotti locali e piatti genuini, ottenuti anche con il sapiente accostamento di sapori tipici. La semplicità di un ambiente famigliare e la collocazione suggestiva,in perfetta armonia con la natura circostante, rendono le premesse per una perfetta accoglienza.

Carrito, denominato così dal braccio della via Valeria che nel 304 a.c. il console Valerio massimo fece costruire per prendere i Marsi Fortificati a Melonia. l’attuale paese si divide in due parti cioè, una parte alta più antica ed una parte bassa di vocazione più moderna.
Alcuni storici affermano che il suo nome possa derivare da “Carreto” in quanto tale località era un deposito di carri lungo l’asse della secondaria via Valeria che a da Marruvium arrivava a Corfinium passando per Milonia. Riportiamo ora alcuni documenti storici dove appare per la prima volta il nome della località di Carrito. 

Diploma di Carlo I D’Angiò, dato in Alife il 5 ottobre 1273
(Justitiariatus aprutii ultra flumen piscarie). “Ortona cum Carreto” (in Faraglia 1892, p. 75) 

Bolla di Clemente III (anno 1188)
Sancti Nicolai, Sancti Andreae, Sancti Jacobi in Carritu. Sussidi Caritativi della Diocesi dei Marsi (fine del secolo XIV) = Ab Ecclesis, et Clericis de Carreto, floremus quator: – Ab Ecclesia Sancti Jacobi de Carreto, postedium unum, et tortulos duos: – Ab Ecclesia Sancti Nicolai di Carreto, caseos duos: – In Carreto, ab Ecclesia Sancti Nicolai, cuppas sex: ab Ecclesia S. Andreae, quartarium unum; ab Ecclesia Sancti Jacobi, cuppas tres. (in Di Pietro 1969, p. 65) 

Decime vaticane del 1308 e 1324 (MARSIA – anno 1308)
“431. Clerici castri Carreti in universo solverunt tar. VII gr. XVII; “497. Clerici S. Massimi de Carreto tar. VI.” anno 1324: “De plebe S. Crestine (di Aielli).576. Ortona cum Carreto; “625 – Eadem die loco (“apud ecclesiam S. Benedicti de civitate Marsicarum”) dompnus Ventura archipresbiter de Carreto solvit dictis subcollectoribus pro ecclesiis et clericis de Ortona cun Carreto pro ecclesiis eorundem locorum, ecclesis sancti Maximi et S. Marie de Fomento pro decima huis anni VII° indictionis in argento carlenis duobus per taremum computatis tar. decem et septem.”

DE ORTONA CUM CARRETO (Ecclesie):
763. Ecclesia S. Iohannis.
764. Ecclesia S. Nicolai, S. Amici cappelle.
765. Ecclesia S. Unufrii.
766. Ecclesia S. Abundii.
767. Ecclesia S. Felicis.
768. Ecclesia S. Stefani.
769. Ecclesia S. Maria Madalene.
770. Ecclesia S. Bartholomei de Mezano.
771. Ecclesia S. Cristofori.
772. Ecclesia S. Angnetis.
773. Ecclesia Ecclesia Thomei.
774. Ecclesia S. Marie in Futumio, ecclesia S. Massimi esentes.
775. Ecclesia S. Andree.
776. Ecclesia S. Nicolai.
777. Ecclesia S. Iacobi.

Importanti sono le radici religiose che hanno origine nel monastero di San Nicola de Ferrato eretto lungo la Valle che conduce a Forca Caruso ed unisce i peligni ai Marsi (secondo lo storico Luigi Colantoni ), ma con l’abbandono di questo monastero, 

si ebbe la prima testimonianza di culto della Madonna della Pietà in Carrito alto: inizialmente in una semplice grotta dove l’immagine era il punto d’incontro per la recita il rosario e poi nella costruzione di una piccola chiesa, tuttora esistente e sede dell’attuale santuario.

La grande grande devozione dei fedeli spinse il parroco Don Antonio Pecce con lettera del 31/08/1990 a chiedere alle autorità ecclesiastiche di riconoscere il luogo come santuario. Una sollecita risposta della Penitenzieria Apostolica 63/90 del 3 settembre 1990 elargì il privilegio di poter lucrare l’indulgenza plenaria: La Penitenzieria Apostolica dietro mandato del sommo pontefice, volentieri concede l’indulgenza plenaria, alle solite condizioni ( sacramento della confessione, Comunione Eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del sommo Pontefice) ai fedeli che vogliono acquistare nel detto santuario Santa Maria della Pietà, se almeno abbiano recitato la preghiera el signore ( il Padre Nostro) ed il simbolo della fede ( il credo), Il giorno 16 agosto. Una volta all’anno per chi va singolarmente in pellegrinaggio allo stesso Santuario. Tutte le volte che si va in pellegrinaggio allo stesso Santuario.