A poche centinaia di metri dalla chiesa, lungo la strada che porta al centro abitato di Castiglione, altra frazione del Comune,  immersa nel verde dei salici e pioppi si trova “Fonte di Sale”. Fontana le cui acque, come si evince dal nome stesso hanno proprietà salutari. Utilizzata fin dal 300′ a.C. tant’è che gli abitanti della vicina città di “Milionia”  avevano costruito una condotta per l’approvvigionamento idrico della stessa.

In questa piazza (1) (3) si svolgeva ogni anno, tra il 10 e il 20 di agosto, la “sagra del tartufo”. Oggi in seguito a lavori effettuati alla fonte e la piazza, diventa centro di ritrovo con l’apertura del bar ristrante Lo Chalet (4).

Tra le foto il ceppo (2), presenta un’insenatura che fa ritenere che sia il ceppo di un pozzo romano. Viene utilizzato come base per poggiarvi le bacinelle che contengono il bucato bagnato al fine di sollevarle con meno fatica.

La croce è situata sul colle raggiungibile proseguando oltre la parte alta del paese, ogni anno è raggiunta dalla processione nei giorni della festa dedicata a San Nicola. 

Nella parte superiore del paese, camminando lungo un viottolo, è possibile raggiungere la grotta , antico luogo di incortro per la recità del rosario dei devoti alla Madonna, la cui immagine è ancora tra la roccia.

Nella parte bassa del paese si trova la più moderna chiesa dedicata al patrono S.Nicola di Bari (1). I lavori di realizzazione hanno avuto inizio nel 1960: la chiesa e il parco antistante vengono inaugurati il 4 settembre 1969.

Nel progetto originario la chiesa sarebbe dovuta sorgere nei pressi della stazione ferroviaria, ma il terreno acquitrinoso non diede le opportune garanzie per la realizzazione dell’opera. Il parroco d. Luigi Ciofani avvalendosi di un terreno donato dalla famiglia nobile dei De Meis e con l’autorizzazione del Vescovo pose la prima pietra in località “Capo Croce”. Poiché anche questo terreno rimaneva al di sotto della strada ed era di limitata estensione il parroco con una permuta comunale cedette il terreno del Cimitero e prese una parte del sito comunale dove prima c’erano le casette sismiche e, trasportando la prima pietra, costruì l’attuale chiesa. Il parco antistante la chiesa era adibito ad aia: con l’avvento del sacerdote d. Antonio Pecce nel 1969 si raggiunse un accordo. La parrocchia dava un terreno in concessione per la trebbiatura ed il piazzale antistante diventava un parco giochi e un ritrovo per la gioventù. Questa trasformazione è avvenuta con l’aiuto di un cantiere che costruiva l’autostrada Roma-L’Aquila.

Il portale della chiesa (2) è decorato con un mosaico dedicato alla natività (3) di recente costruzione. Recenti anche, all’interno, i dipinti (uno dei quali in foto (4)) e gli oblò in vetro (uno dei quali in foto 5). La statua della Madonna (6) (7) è situata nella parte del parco antistante la chiesa, mentre il resto del parco ospita giochi per i più piccoli e campetti sportivi (8)(9). 

Di notevole importanza spirituale e culturale il Santuario della Madonna della Pietà (1) (2) è situato nella parte alta di Carrito ed è facilmente raggiungibile, a prescindere dalla strada in salita, indifferentemente dal mezzo di locomozione.

La costruzione del Santuario risale agli inizi del ‘600; è stato oggetto nel corso dei secoli scorsi di vari interventi di ristrutturazione: nel 1734, dopo il terremoto del 1915 ed non ultimo quello del 1998, forse il più importante ed impegnativo, con il quale è stata posta in pristino l’intera facciata. Il Santuario è aperto ai visitatori tutti i giorni dell’anno, salvo nel periodo invernale per condizioni meteorologiche avverse. 

Nella Ruota di destra (3) vi venivano lasciati i bambini trovatelli. Quella di sinistra veniva utilizzata per il deposito delle offerte. La caratteristica della ruota consisteva nel permettere di conservare l’anonimato a chi ne faceva uso.

L’altare (4).

L’Acquasantiera (5) risale al 1600-1650: il simbolo sovrastante serviva per l’acquisto delle indulgenze: il fedele bagnata la mano nell’acquasantiera toccava il simbolo e acquistava l’indulgenza. 

La Fonte battesimale (6) risale al 1600-1650 circa e presenta lo stesso disegno e lo stesso stile dell’acquasantiera. Questo si spiega in quanto l’acquasantiera deve ricordare il battesimo: quando si entra in chiesa bagnando la mano ci si purifica con l’acqua del battesimo.

La Bolla 63/90 (7) del 3 settembre 1990 con la quale la Penitenziaria Apostolica ha concesso ai fedeli che visitano il santuario l’acquisto dell’Indulgenza Plenaria tutti i giorni, ricorrendo le condizioni indicate nella Bolla stessa. 

La Fonte battesimale (8) è stata realizzata contestualmente alla navata di sinistra.

Nel Santuario è conservato un Quadro (9) recante la data del 1795, restaurato nel 1997. Rappresenta la Madonna con il bambino e la corona del rosario. E’ ciò che resta di un trittico, le cui parti mancanti sono andate distrutte: in una di queste era raffigurato un orante.

La scultura in pietra dipinta raffigurante “La Pietà” (10), risalente al sec. XV, è un’opera di gran pregio e di forte suggestione.